In attesa dell’approvazione definitiva del decreto ad oggi ribattezzato “Rilancio”,, l’Agenzia delle Entrate con risposta ad interpello 126, ha dato un’interpretazione favorevole alle modalità di utilizzo e di ulteriore cessione dei crediti fiscali acquisiti dalle imprese nel quadro di operazioni di recupero e messa in sicurezza di immobili. Questo importante approccio, anticipa in buona parte le aperture sul fronte delle cessioni di crediti alle quali il Governo sta lavorando proprio in questi giorni.

La questione affrontata nell’interpello riguarda il caso di un’impresa che lavora con i condomìni,realizzando interventi strutturali di messa in sicurezza antisismica e di riqualificazione energetica. La società a fronte degli interventi effettuati presso i condomìni ha incassato, come forma di pagamento, i crediti di imposta ceduti in base alle regole attuali in materia. La società istante, una volta eseguita questa prima fase di acquisto del credito d’imposta dal Condominio, ha sottoposto uno specifico quesito all’Agenzia delle Entrate, inerente la possibilità di effettuare la successiva cessione, richiedendo in particolare, se fosse possibile cedere solo una parte del credito anziché l’intero ammontare, considerato che nulla viene specificato dalla normativa in proposito.

L’Agenzia delle Entrate, in risposta all’interpello ha affermato che è “possibile cedere il credito anche parzialmente in favore di soggetti diversi (eventualmente mantenendone per sé una parte), anche in tempi diversi e dopo avere già utilizzato in compensazione alcune rate del credito, o parte di esse“. Pertanto quello che se ne deduce è che l’Agenzia consente la massima flessibilità nell’utilizzo del credito d’imposta acquistato dalle imprese.
Una volta che il credito viene ceduto ed entra nella disponibilità dell’impresa, questa potrà scegliere, con il passare del tempo, se trasferirlo ad altri o se utilizzarlo direttamente. Il trasferimento, poi, potrà avvenire anche verso soggetti diversi. In questo modo diventa più semplice, per l’impresa, amministrare il credito e combinarlo con altre forme di pagamento liquido.

Il parere espresso dall’Agenzia delle Entrate non coinvolge direttamente il condominio in quanto primo cedente ma regola il comportamento dell’impresa acquirente il credito d’imposta, ma costituisce un importante apertura che agevola la cessione del credito nelle fasi successive e dunque, rende più appetibile l’utilizzo di questo meccanismo, fino ad oggi poco utilizzato.

L’interpretazione in commento, potrebbe avere un forte impatto sulla cessione del credito, in considerazione dell’aggiornamento della normativa in discussione al Governo, attraverso il decreto legge “Rilancio”, nel quale, oltre alla maxi detrazione del 110% per eco e sisma bonus, è prevista una nuova disciplina per agevolare la circolazione del credito fiscale, che potrebbe estendersi anche ai lavori di recupero edilizio ed includere nel meccanismo la cessione agli intermediari finanziari.
In ogni caso, anche sulla base della normativa oggi in vigore, la posizione delle Entrate permetterà ai condòmini di migliorare sensibilmente la propria posizione nelle trattative per ottenere la cessione del credito, trattative che spesso spingono l’impresa a presentare preventivi che tengano conto degli alti oneri fiscali che implica la gestione del credito.

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